Cenni Storici

La Villa, costruita all’inizio del Cinquecento come complesso rustico organizzato intorno ad una corte centrale, subisce una radicale trasformazione nei due secoli successivi divenendo una lussuosa residenza. Nel Settecento entra a far parte delle proprietà dei conti Tufarelli che la destinano a casino di caccia, luogo di incontro e svago dei nobili della corte borbonica. Dalla metà del ‘900 viene eletta a  dimora stabile dalla famiglia Tufarelli.

A distanza di 350 anni la Villa appare intatta ed in perfetto stato di conservazione: sia negli ambienti esterni con la sobria architettura in pietra grigia vesuviana, i loggiati, le balaustre e le arcate, che all’interno, con i sontuosi salotti di rappresentanza affrescati con grillages, finte architetture e scene di caccia, tipiche decorazioni settecentesche delle ville vesuviane erette lungo il Miglio d’oro, l’antica strada regia di Carlo di Borbone.

La Dimora è oggi patrimonio mondiale Unesco.

Il grande arco del porticato della corte settecentesca fa da cornice al giardino con piscina. Sullo sfondo si staglia un rigoglioso boschetto che dona frescura nelle calde ore d’estate. Un angolo di paradiso da cui è possibile ammirare il Vesuvio in tutta la sua imponenza. Alla destra del porticato si accede alla piccola Chiesa di Santa Maria del Carmine, cappella gentilizia eretta nel Seicento, scrigno prezioso per cerimonie.